| Daniel Matrone | Rivages incertains |
L’estrema varietà di riferimenti che caratterizza l’insieme di questi brani per organo potrebbe suggerire vi sia un preciso intento di distinguere determinati momenti e di circoscriverli in porzioni temporali; di fatto, proprio per via della loro diversità, questi brani non possono che collocarsi in uno spazio indefinito e, a volerli considerare come entità a sé stanti, si farebbe loro torto. Si tratta piuttosto di frammenti di un mosaico il quale, a sua volta, è come se galleggiasse nella sua fragilità. Mi vengono alla mente i bei versi di René Char ne «Les apparitions dédaignées» («Le apparizioni disdegnate»): “Les civilisations sont des graisses. L'Histoire échoue, ...” Ma, al di là delle sedimentazioni, esiste forse una dimensione diversa, più astratta, più libera nei confronti della Storia, una sorta di passaggio verso la metafisica del tempo. Ho iniziato a scrivere la Toccata pour la chapelle d’un transatlantique ad Annaba (Bône) seduto a un caffè adiacente l’antica cattedrale con il suo bell’organo Merklin del 1872. Il viaggio prosegue a Roma all’organo Merklin di San Luigi dei Francesi, in uno scenario d’oro e marmo, all’ombra misteriosa dei tre grandi Caravaggio. Daniel Matrone
Produzione: Associazione Culturale «Super Flumina» |